by ERP Italia

Pubblicata l’intervista ad Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia, Sistema Collettivo senza scopo di lucro, tra i principali Consorzi RAEE e RPA che opera sul territorio nazionale in cui viene affrontata la tematica del recupero di materiali preziosi da queste apparecchiature e dell’importanza di diffondere una corretta cultura del riciclo.

Infatti, ancora il 70% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori non viene smaltito attraverso le strutture certificate.

Il riciclo contribuisce a migliorare lo stato di salute del pianeta e, allo stesso tempo, rappresenta un business; Paesi come l’Italia, caratterizzati dalla scarsità di materie prime, potrebbero rifarsi con le miniere urbane. “Le miniere urbane – dice Alberto Canni Ferrari – sono le enormi quantità di rifiuti elettronici di cui siamo pieni e che non sono in gran parte adeguatamente sfruttati mentre potrebbero costituire giacimenti preziosissimi, appunto miniere di materie prime seconde, ossia riciclate. Ciò potrebbe anche ridurre di circa l’80% l’energia utilizzata e i gas serra emessi per l’estrazione di materiali primari dalla terra».

Alberto Canni Ferrari continua affermando che «ERP è un Consorzio senza scopo di lucro di cui fanno parte molti Produttori che assolve agli obblighi di legge per il riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprese pile, batterie e accumulatori. Operiamo per portare un concreto beneficio all’ambiente ma anche per la sostenibilità economica dello smaltimento, perseguendo l’economia circolare, un comparto che sta aumentando l’occupazione. Offriamo anche consulenza alle imprese che vogliono realizzare al proprio interno la valorizzazione dei rifiuti e quindi puntare, appunto, sull’economia circolare. Ma non abbiamo l’obiettivo del profitto, siamo onlus. Il produttore ci paga il costo reale del servizio, dai 15 euro per un grande elettrodomestico al centesimo per una pila. Il nostro bilancio è di 11 milioni di euro».

Per saperne di più, leggi l’intervista completa