by ERP Italia

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, stabilisce che solo le attività considerate essenziali potranno continuare; tra queste anche quelle al numero 38 e 39 dell’elenco dei codici ATECO, corrispondenti ai servizi di “raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti” così come le attività di “recupero dei materiali”, ed alle imprese di “risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti”, in quanto necessarie per garantire igiene e decoro.

Per quanto riguarda le filiere che acquistano materie prime secondarie prodotte dagli impianti di riciclo non si fermano quelle relative alla fabbricazione di carta (ATECO 17), di articoli in gomma e materie plastiche (ATECO 22.1 e 22.2), al contrario della filiera siderurgica per le attività di recupero dei metalli (compresi la demolizione dei veicoli e il riciclo dei RAEE) che potrebbero dover ridimensionare le proprie lavorazioni.

Secondo il presidente del CDCRAEE Giorgio Arienti, «il settore fa fatica a piazzare i materiali», soprattutto i metalli ricavati dai rifiuti elettrici ed elettronici «visto che l’industria a valle, quella delle acciaierie è chiusa e non riceve più». Cosa che ha costretto la filiera a considerare lo stop delle attività come la soluzione più opportuna per fronteggiare il momento, anche perché il flusso di Raee si è ridotto drasticamente. «Nell’ultima settimana abbiamo raccolto circa il 20% del flusso ordinario. Nonostante il danno economico, la diminuzione delle attività in questo momento è un bene per tutti perché riduce le occasioni di contagio per gli operatori della filiera, dalla raccolta e trasporto fino al trattamento».

Fonte: www.riciclanews.it