by ERP Italia

Pubblicata l’intervista ad Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia, Sistema Collettivo senza scopo di lucro, tra i principali Consorzi RAEE e RPA che supporta i Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e di pile ed accumulatori nella gestione degli obblighi normativi previsti per la corretta gestione, trattamento e valorizzazione economica di tutta la filiera legata al riciclo dei RAEE e dei rifiuti di pile ed accumulatori esausti, operando su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di collaboratori ed impianti certificati.

Alberto Canni Ferrari spiega il funzionamento di entrambi i Sistemi, RAEE e Pile, e le regole che un sistema collettivo deve rispettare per operare in questo settore.

Inoltre, viene ribadita l’importanza di promuovere costantemente una corretta cultura del riciclo, sia per raggiungere gli obiettivi imposti a livello europeo che per salvaguardare la salute e l’ambiente.

Gli ultimi dati disponibili, che includono tutti i numeri dei Consorzi aderenti e degli impianti di trattamento, sono quelli relativi al 2018 e mostrano che sono circa 421 mila le tonnellate di RAEE ufficialmente rendicontate in Italia (316 mila dai sistemi collettivi, 104 mila direttamente da impianti). I dati relativi alla raccolta di questi rifiuti sono in crescita rispetto a qualche anno fa, ma l’Italia non ha ancora raggiunto i livelli degli altri Paesi europei.

Per quanto riguarda i rifiuti di pile e accumulatori portatili, il tasso di raccolta nel 2018 si è attestato al 43% contro un target del 45% e le reportistiche relative all’anno appena concluso, potrebbero attestare il raggiungimento dell’obiettivo a livello nazionale.

Per quanto riguarda il 2019, il Consorzio ERP Italia, attraverso i suoi 1813 punti di prelievo, ha gestito 25.884 tonnellate di RAEE e 3.300 tonnellate di pile ed accumulatori, raggiungendo in quest’ultimo caso, il target del 45% rispetto all’immesso previsto a livello europeo con una percentuale di riciclo del materiale raccolto quasi pari al 95% e solo una minima parte smaltita.

Per saperne di più, leggi l’intervista completa

Fonte: www.bitmat.it