by ERP Italia

Pubblicata l’intervista su Adnkronos/Labitalia al neo presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia, parte del Gruppo Landbell, una delle principali realtà che si occupa della raccolta e della gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e dei Rifiuti di Pile e Accumulatori e che, tra i propri consorziati, può contare anche le aziende leader del settore.

“Anche in questo frangente così critico causato dalla crisi sanitaria del Covid-19 che ha limitato gli spostamenti fisici e la temporanea inaccessibilità dei contenitori di raccolta delle pile esauste, non bisogna farsi cogliere dalla tentazione di eliminarle nei cassonetti di raccolta degli scarti indifferenziati. Nonostante la quarantena il servizio di raccolta delle pile, così come quello dei RAEE non sono andati nel dimenticatoio, come è necessario che sia, anche se il livello di ritiro si è un po’ ridotto, vista la situazione di difficoltà per gli spostamenti”.

“Parlando delle pile e accumulatori – prosegue – il nostro Paese ha da tempo consapevolezza circa l’importanza del corretto trattamento di questo rifiuto cosiddetto speciale se si considera che, nel 2019, i quantitativi complessivi, compresi anche quelli industriali, raccolti e trattati a fine vita e avviati a riciclo si avvicinano alla soglia delle 200 mila tonnellate”.

“Le quantità di materiale da raccogliere, non sono trascurabili, se si pensa che, annualmente, sul mercato vengono immesse mediamente circa 350 mila tonnellate di pile e accumulatori, tra dispositivi per avviamento, industriali e portatili, e che questo dato, nel solo 2019, è cresciuto di circa 1.500 tonnellate. Bisogna ricordare che, in seguito a una direttiva europea del 2008, la minimizzazione del danno ambientale, e quindi il corretto smaltimento, anche in Italia, è a carico del produttore. Il compito principale del consumatore, parlando di pile e accumulatori portatili, è quello di riportarli a fine vita presso i punti di raccolta, collocati all’interno degli esercizi commerciali”.

“Il modello italiano di trattamento è uno dei più evoluti ed efficienti in Europa grazie ad un sistema di filiera della raccolta che vede responsabilmente impegnati produttori, esercenti e consorzi. Per questo è importante non dissipare il patrimonio di civismo e efficienza che, grazie all’azione concertata di tutti gli attori coinvolti, abbiamo accumulato proficuamente in questi ultimi anni”. “Stiamo attraversando un periodo di profonda problematicità che coinvolge anche il ciclo dei rifiuti, a tutti i livelli, ma commetteremmo un errore madornale se ci facessimo sopraffare dalle difficoltà contingenti e abbandonassimo pratiche oramai radicate nel senso civico di ogni cittadino”.

“L’invito è quello di proseguire nella raccolta di pile e accumulatori portatili, non disperderli mai nell’ambiente in maniera sconsiderata, magari conservandole in luoghi possibilmente non umidi nel caso in cui si fosse nell’impossibilità di conferirle presso i punti di raccolta, aspettando il momento giusto, speriamo molto presto, per smaltirle correttamente”.

Guardando al futuro, “e soprattutto all’avvio della Fase 2, preventiviamo sicuramente un momento di picco che ci stiamo preparando a fronteggiare. La prospettiva è che la quantità sarà comunque destinata ad aumentare per cui l’impegno deve essere sempre altissimo, per garantire una vera e propria economia circolare che consenta sia un ritorno economico, fondamentale in questo sistema capitalistico, sia la tutela dell’ambiente, e noi tutti siamo già impegnati, ad oltranza, per consentire al sistema di non perdere colpi, nonostante le evidenti criticità”.

Fonte: www.iltempo.it