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Pubblicato il Rapporto L’Italia del Riciclo 2020, promosso e realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE UNICIRCULAR (l’Unione Imprese Economia Circolare).

Lo scorso anno sono stati raggiunti risultati positivi, come spiegato nel Rapporto Annuale 2019: a fronte di un quantitativo stabile di rifiuti prodotti, è aumentata la quantità di rifiuti avviati a recupero ed è diminuita la quantità di quelli avviati a smaltimento, con il conseguente aumento della produzione di materiali secondari provenienti dal riciclo di questi rifiuti.

Quest’anno, la situazione di emergenza sanitaria ha avuto conseguenze anche sul settore della gestione dei rifiuti. I servizi di “raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti”, le attività di “recupero dei materiali” e le imprese di “risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti”, pur essendo considerate attività essenziali e quindi avendo potuto continuare la loro attività, hanno risentito della chiusura dovuta al lockdown.

Dallo studio si evince che, nel corso del 2020, le raccolte differenziate domestiche degli imballaggi ha registrato un incremento, mentre le raccolte che avvengono presso le isole ecologiche e quelle relative alle attività industriali e commerciali hanno subito un decremento, superiori al 10%, in quanto hanno dovuto chiudere o diminuire la loro attività.

In particolare, considerando le singole filiere e paragonandole allo stesso periodo del 2019, si è riscontrato che la raccolta differenziata dei rifiuti d’imballaggio domestici ha registrato un aumento di otre il 7%, con un incremento del 5-6% per quanto riguarda vetro e plastica e del 10% relativamente a carta e acciaio.

La ripresa delle attività durante il periodo maggio-agosto ha riportato un equilibrio, che potrebbe essere nuovamente compromesso dalle nuove misure avvenute a partire da settembre.

Dal rapporto emerge inoltre che ci sono state conseguenze rilevanti anche per quanto riguarda la richiesta di materie prime riciclate, diminuita drasticamente a causa del calo degli sbocchi esteri e nazionali e di un aumento della competizione con le materie prime vergini a causa anche della diminuzione del loro prezzo.

Fonte: www.fondazionesvilupposostenibile.org