by ERP Italia

Negli ultimi anni, il fotovoltaico si è affermato con decisione nel settore delle energie rinnovabili, vivendo un periodo di crescita ininterrotta grazie all’interesse verso una fonte di energia pulita, inesauribile e facilmente accessibile e ai costanti miglioramenti della tecnologia e della sua efficienza. Secondo gli esperti del settore, nel 2021, gli impianti fotovoltaici cresceranno ancora più rapidamente rispetto al periodo precedente. Questa crescita pone, ancora di più, una riflessione sulla gestione del cosiddetto fine vita e degli obblighi in capo ai produttori di questi apparecchi. Partiamo dall’inizio.

I moduli fotovoltaici sono stati oggetto delle prime disposizioni in tema di gestione del fine vita nel 2012, quando il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), per garantire una corretta gestione dei futuri rifiuti di moduli fotovoltaici installati su impianti beneficiari delle tariffe incentivate ex Conti Energia, ha introdotto l’obbligo di adesione, da parte del Produttore o, in alternativa, dell’Installatore, Distributore o in ultimo del Soggetto Responsabile, ad un Consorzio qualificato ed il versamento di un contributo per ciascun modulo fotovoltaico installato, a copertura dei futuri oneri di gestione.

Successivamente, dal 2014, sono stati inseriti tra le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) e sono rientrati quindi nel campo di applicazione delle normative RAEE, in particolare del Decreto Legislativo 49/2014 che recepisce la Direttiva Europea 2012/19/EU e che pone a carico dei produttori di queste apparecchiature, la responsabilità di gestirne la raccolta e il trattamento ai fini del riciclo in base al Principio della “Responsabilità Estesa del Produttore”  che ha come obiettivo principale la riduzione degli impatti ambientali negativi derivanti dalla progettazione e dalla produzione delle AEE e dalla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, RAEE.

Nel corso degli anni, ci sono stati poi degli aggiornamenti normativi in ambito RAEE. Tra questi il Collegato Ambientale che ha introdotto l’obbligo di adozione di un adeguato meccanismo di garanzia finanziaria e di geo-localizzazione per ciascun modulo immesso sul mercato, sulla falsa riga di quanto già previsto dal GSE e il nuovo Decreto Legislativo 118/2020 che per quanto riguarda la gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita ha introdotto il nuovo art. 24bis che ha confermato come il finanziamento della gestione dei RAEE derivanti da AEE di fotovoltaico sia a carico dei Produttori, indipendentemente dalla data di immissione sul mercato delle apparecchiature e dall’origine domestica o professionale, fatti salvi gli strumenti di garanzia finanziaria attivati dai produttori per la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici incentivati posti in essere prima della entrata in vigore del decreto 49/2014 (in sostanza, la normativa GSE). Tale norma ha inoltre ribadito che il contributo ambientale incassato dai produttori debba essere versato nel “trust di scopo” già istituito dai Consorzi per la gestione dei moduli installati su impianti beneficiari delle tariffe del IV/V Conto Energia (entrati in esercizio dal 1 luglio 2012), secondo le regole GSE.

Ad oggi, tuttavia, la maggior parte dei rifiuti di moduli fotovoltaici che si generano non è coperta dal certificato di garanzia previsto dal GSE (applicabile a partire dal 1° luglio 2012) visto che si tratta principalmente di moduli installati 15-20 anni che sono sostituiti da moduli più performanti in operazioni di revamping di impianti di medie-grandi dimensioni. Se il modulo è installato su impianti che beneficiano delle tariffe incentivate GSE è comunque necessario, per mantenere gli incentivi, fornire allo stesso la prova dell’avvenuta gestione del rifiuto a norma di legge, mediante la presentazione della documentazione prevista. Inoltre, per i moduli installati sui vecchi conti energia (I, II, III e IV fino al 30 giugno 2012) il GSE trattiene dagli incentivi (negli ultimi 10 anni) una quota a copertura dei futuri costi di riciclo che il soggetto responsabile ha la possibilità di svincolare dopo aver dimostrato di aver gestito correttamente il fine vita dei propri moduli. Con l’ultima revisione normativa approvata a settembre 2020 è stata data la possibilità ai soggetti responsabili di presentare al GSE, per questi impianti, un certificato di garanzia di riciclo rilasciato da uno dei Consorzi qualificati; tale certificato consente di non vedersi addebitata la trattenuta prevista, pagando direttamente il Consorzio per il futuro riciclo dei moduli. Attenzione però, il Ministero per la Transizione Ecologica con una recente Circolare, ha chiarito che l’importo versato a garanzia nel Consorzio deve essere pari a quello trattenuto dal GSE.

Tra i Consorzi riconosciuti dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e che si occupano del fine vita dei moduli fotovoltaici, c’è il Consorzio ERP Italia, un Sistema Collettivo, senza scopo di lucro che assolve agli obblighi di legge in capo ai Produttori per la gestione dei rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, Pile e Accumulatori a scopo di riciclo e fornisce tutto il supporto necessario per adempiere in modo corretto alla normativa vigente.

In particolare, per quanto riguarda i moduli fotovoltaici, il Consorzio ERP Italia può:

  • Fornire il servizio di conformità normativa ai produttori importatori di nuovi moduli fotovoltaici sul mercato (ad esempio per progetti di revamping o per la realizzazione di nuovi impianti);
  • Gestire il contributo versato secondo gli obblighi vigenti (trasferimento nel trust, etc.);
  • Mettere a disposizione dei clienti un sistema informativo dedicato per la tracciabilità dei moduli fotovoltaici dichiarati;
  • Gestire gli obblighi di ritiro 1 contro 1 e 1 contro 0 dei moduli fotovoltaici professionali;
  • Conferire i moduli gestiti in impianti di trattamento qualificati, a fini di riciclo;
  • Gestire gli obblighi di ritiro dei RAEE domestici in accordo alla normativa vigente e alle regole del CDCRAEE.

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