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Pubblicato il Rapporto L’Italia del Riciclo 2021, promosso e realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE UNICIRCULAR (l’Unione Imprese Economia Circolare).

L’anno scorso, come spiegato nel Rapporto 2020, la situazione di emergenza sanitaria provocò ripercussioni anche sul settore della gestione dei rifiuti; dall’ultimo Rapporto emerge che il 2021 è stato caratterizzato da picchi di recupero per alcune tipologie di rifiuti e problemi di approvvigionamento per alcune catene produttive.

Se nel 2020 l’industria nazionale del riciclo ha confermato la sua posizione di avanguardia a livello europeo, ora per una vera transizione ecologica sono necessari una semplificazione normativa ed incentivi all’utilizzo di prodotti riciclati.

Il Piano nazionale ripresa resilienza (PNRR) rappresenta l’occasione per colmare il gap relativamente agli impianti in alcune Regioni italiane, favorire l’efficientamento di importanti settori del riciclo e sviluppare nuovi processi di riciclo.

Il Rapporto da anni registra un incremento costante delle quantità di rifiuti riciclati che, secondo i dati, è stata solo rallentata dalla pandemia.

Il riciclo degli imballaggi nel 2020 si è attestato a circa 9,6 milioni di tonnellate avviate a recupero di materia, confermando il dato del 2019, al contrario del tasso di riciclo che è aumentato di 3 punti percentuali, salendo al 73% dell’immesso al consumo.

Per quanto riguarda invece i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), dei Rifiuti di Pile e Accumulatori (RPA) e dei veicoli fuori uso, gli obiettivi di raccolta e di riciclo sono stabiliti a livello sia nazionale che europeo e nel 2020 non sono stati raggiunti.

Lo scorso anno, infatti, il tasso nazionale di raccolta dei RAEE è stato pari al 38,4% dell’immesso al consumo, rispetto all’obiettivo del 65% che era stato previsto per il 2019.

Relativamente ai rifiuti di pile e accumulatori portatili, il tasso di raccolta si è attestato al 43%, due punti in meno rispetto al target previsto per il 2016.

Infine, anche per quanto riguarda i veicoli fuori uso, la percentuale di reimpiego e riciclo (85%) non ha raggiunto l’obiettivo del 95% previsto per il 2015.

Dal rapporto emerge inoltre che ci sono state conseguenze rilevanti anche per quanto riguarda la richiesta di materie prime riciclate, diminuita drasticamente a causa del calo degli sbocchi esteri e nazionali e di un aumento della competizione con le materie prime vergini a causa anche della diminuzione del loro prezzo.

Tuttavia, la situazione si è capovolta e i più importanti fornitori, consapevoli di questa difficoltà nel reperire materie prime, a volte strategiche, ne hanno fatto scorta e le vendono in quantità limitate, determinando incrementi di prezzi.

Per consultare il Rapporto completo, visita il sito: www.fondazionesvilupposostenibile.org