by ERP Italia

Pubblicato il “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia” 2020, secondo il quale l’Italia si conferma tra i primi Paesi considerando l’indice di circolarità, ovvero il valore attribuito secondo il grado di utilizzo efficiente delle risorse nelle 5 categorie seguenti: produzione, consumo, gestione rifiuti, mercato delle materie prime seconde, investimenti e occupazione, anche se ci sono segnali di rallentamento.

“Nell’economia circolare, l’Italia è partita con il piede giusto e ancora oggi si conferma tra i Paesi con maggiore valore economico generato per unità di consumo di materia”, osserva Edo Ronchi, presidente del CEN. “Sotto il profilo del lavoro, siamo secondi solo alla Germania, con 517.000 occupati contro 659.000. Percentualmente le persone che nel nostro Paese vengono impiegate nei settori ‘circolari’ sono il 2,06% del totale, valore superiore alla media UE 28 che è dell’1,7%. Ma oggi registriamo segnali di un rallentamento, precedente anche alla crisi del coronavirus, mentre altri Paesi si sono messi a correre: in Italia gli occupati nell’economia circolare tra il 2008 e il 2017 sono diminuiti dell’1%. È un paradosso che, proprio ora che l’Europa ha varato il pacchetto di misure per lo sviluppo dell’economia circolare, il nostro Paese non riesca a far crescere questi numeri”.

Dal rapporto emerge tuttavia che in Italia mancano: gli investimenti, una strategia a livello nazionale ed un Piano di azione per raggiungere la piena economia circolare.

“L’Italia si conferma sia ai primi posti tra le grandi economie europee in molti settori dell’economia circolare”, sottolinea Roberto Morabito direttore del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali di Enea. “Tuttavia, l’andamento temporale degli indicatori mostra purtroppo un peggioramento per il nostro Paese. Stiamo pericolosamente rallentando e se continuiamo così corriamo il rischio di essere presto superati dagli altri Paesi, che invece nel frattempo stanno accelerando. Serve un intervento sistemico con la realizzazione di infrastrutture e impianti, con maggiori investimenti nell’innovazione e, soprattutto, con strumenti di governance efficaci, quali l’Agenzia nazionale per l’economia circolare”.

Fonte: www.repubblica.it